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R.P. BenDedek

La mia nuova vita a Suzhou, provincia del Jiangsu.
By R.P.BenDedek / Chiara Braccagni
May 5, 2007 - 12:10:59 AM

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Traduzione di Chiara Braccagni


La scorsa settimana ho pubblicato, qui su Magic City, una serie di fotografie in un atricolo intitolato: Un’altra città, un paese diverso. In quell’articolo parlavo di quanto diverse sembrino le cose qui a Suzhou, e accennavo brevemente a una disavventura in bicicletta. Oggi voglio raccontarvi qualcosa di più a proposito della mia vita in questa città.

All’interno di quest’articolo compaiono diverse fotografie, scattate per la maggior parte in una sola giornata nelle immediate vicinanze del mio alloggio. Spero siano di vostro gradimento. (Ulteriori foto, anche di maggiori dimensioni, su kingscalendar www.kingscalendar.com/cgi-bin/index.cgi?action=viewnews&id=534

Nel 2005 mi sono trasferito a Wuhan da Hong Hu, in modo da poter insegnare inglese e allo stesso tempo imparare il cinese. Tuttavia, dopo due anni a Wuhan, avevo seguito un solo semestre di studio. Avevo accettato il lavoro di insegnante a Wuhan ad uno stipendio minore rispetto a quanto mi era stato offerto da altri istituti, in modo da mettere in pratica il cinese appreso in un dialetto che mi fosse familiare. Quando ho richiesto all’ufficio di collocamento per stranieri di trovarmi un nuovo lavoro per il 2007 ho messo subito in chiaro che lo stipendio era la mia priorità.

Sebbene il governo cinese avesse decretato che gli insegnanti stranieri potevano ritornare a casa in anticipo lo scorso semestre, così da trascorrere il Natale con le loro famiglie (decisione resa possible dall’anticipazione della festa di primavera) la mia scuola non mi ha lasciato partire. Infatti, una clausola mi obbligava a rimanere fino all’ultimo giorno del mio contratto. E così ho fatto (e sto ancora aspettando il dovuto stipendio).

Fuori dai cancelli della scuola. Bel panorama.


Il primo marzo hopreso l'aereo da Wuhan a Suzhou. Il mio coordinatore, il signor Xu (sciu) è venuto a prendermi all’aereoporto e mi ha portato direttamente al mio appartamento. Ho depositato il bagaglio, siamo andati a pranzo in un ristorante e sono quindi ritornato nella mia stanza a disfare le valigie.

Una volta sistemato tutto, non sapendo cosa fare, ho acceso il mio computer portatile solo per scoprire che non funzionava. Non l’avevo trasportato nella sua custodia abituale, ma in uno zaino (imballandolo per essere sicuri), che era stato riposto nello scompartimento bagagli nella cabina dell’aereo. Ovviamente, o almeno così sembrava, si era danneggiato.

La strada della scuola.

Si accendeva regolarmente, ma lo schermo rimaneva nero, anche se si poteva vedere la casella bianca in cui inserire la password. Qualche giorno dopo lo abbiamo portato al tecnico, che mi ha risposto semplicemente di comprarne un altro. Questa è una risposta tipica da parte dei poveri cinesi.

Ad ogni modo, mi disse che tutto quello che poteva suggerirmi di fare era di lasciarlo acceso per 30 minuti, spegnerlo e rietere il procedimento per un po’. Se non avesse recuperato le sue normali funzioni avremmo dovuto copiare il disco rigido su un altro computer in modo da poter accedere ai file delle mie lezioni.

Drenaggio del canale che costeggia la scuola sul lato ovest.

Sono rientrato all’appartamento, ho fatto quello che mi era stato suggerito e, dopo 2 giorni di tentativi, mi sono arreso e l’ho riposto. 10 giorni dopo, è arrivato un tecnico diverso per copiare il disco rigido sul computer che la scuola mi aveva nel frattempo fornito.

Quello sono io in un momento di relax. Fengqiao road, dietro la scuola.
Ha collegato qualcosa al computer della scuola e ha poi connesso il mio computer. Poi ha acceso quest’ultimo e, miracolo dei miracoli, tutto era tornato alla normalità.

A quanto sembra, la sola spiegazione al mancato funzionamento, (a parte un cavo scollegato che in qualche modo era tornato al suo posto), è che l’aria fredda dello scompartimento bagagli dell’aereo aveva congelato alcune connessioni che avevano impiegato alcuni gorni a scongelarsi. E un problema era risolto.

Nel corso della mia prima settimana nella nuova scuola, ho trascorso molto tempo parlando con Sue, un’australiana che insegna qui già da un semestre. Come ho scritto nel mio ultimo articolo, sebbene mi avesse assicurato che tutto qui, studenti inclusi, era meraviglioso, sono stato piacevolmente sorpreso di scoprire che i ragazzi sono veramente felici e attenti.

Il canale dietro alla scuola. Il ponte porta al Tempio Xiyuan
La seconda settimana, il signor Xu mi ha avvisato dell’arrivo di un’insegnante dall’Italia per un semestre introduttivo di italiano a un gruppo di 7 studenti maschi.

Inoltre, mi ha chiesto se volevo aumentare le mie ore settimanali di lezione da 20 a 24, con le ore supplementari dedicate ai suddetti ragazzi.

Ho accettato con piacere ($'s). Un paio di giorni dopo mi ha telefonato chiedendomi se avessi un momento libero per incontrare la nuova insegnate italiana. “Si, certo”, gli ho risposto, “Perchè no?”. Al che mi ha detto che sarebbero arrivati al mio appartamento immediatamente. Con solo un paio di minuti di preavviso sul suo arrivo, mi sono velocemente cambiato, ho riordinato la stanza e mi sono preparato per la visita.  A questo punto la legge di Murphy ha colpito. M sono sentito male.

Il fardello della nonna.

Non so cosa abbia causato questo improvviso malore, ma proprio mentre mi veniva presentata l’insegnante italiana, le mie ginocchia hanno ceduto sotto di me e ho cominciato a tremare. Ho dovuto sedermi rapidamente. Sia il mio battito cardiaco che il mio respiro erano irregolari, e mi sentivo avvampare.

Opera di drenaggio nel canale dietro la scuola.
Ero anche sopraffatto da un senso di confusione e obnubilamneto mentale e ho scoperto di avere grandi difficoltà nel pronunciare una singola frase coerente. A quanto pare non sono il solo a sperimentare questi improvvisi attacchi di malore. Qualcosa di simile è successo a Sue l’altro giorno, quando io e Chiara stavamo parlando con lei e si è improvvisamente girata facendo moto di vomitare nel lavandino nella cucina.

Ancora non so cosa abbia provocato questi improvvisi e passeggeri attacchi. Fortunatamente, i miei sintomi sono spariti rapidamente e sono stato in grado di trascorrere un po’ di tempo chiaccherando col mio coordinatore e la nuova insegnante straniera.

Si chiama Chiara e parla italiano (ovviamente), francese, tedesco, inglese e ha studiato cinese per due anni. È stato estrememente piacevole incontrarla e parlare con lei e nel corso dei giorni seguenti ho approfondito la sua conoscenza.

Dietro la scuola.
.

Tu fotografi me e io fotografo te!
Dato che Sue è spesso impegnata con amici che vivono al di fuori della scuola, io sono l’unico occidentale con cui Chiara possa veramente trascorrere del tempo.

Questo, combinato al fatto che è la prima volta che Chiara viene in Cina, che siamo entrambi nuovi della scuola e della città e che insegnamo nella stessa classe, fa si che troviamo entrambi naturalmente conveniente passare del tempo assieme conversando ed esplorando la città.

Trovarmi a lavorare in un posto migliore, in migliori condizioni e con altri stranieri mi ha stimolato in modo piuttosto significativo.

Esco più spesso, faccio più esercizio e, naturalmente, condivido tutta quasta nuova gioia ed eccitazione con la mia famiglia. Anche Chiara ha scritto alla sua famiglia, raccontando loro le sue varie esperienze, molte delle quali mi coinvolgono (come perdersi durante una gita in bicicletta).

I suoi continui riferimenti alla mia persona hanno portato i suoi genitori a credere che fossi un insegnanate cinese. Lei ha corretto questa impresisone informandoli che in realtà sono australiano, ma apparentemente hanno assunto che fossi un giovane e aitante australianotto e che insime potessimo fare altro che semplicemente esplorare la città. Lei non era al corrente della cosa.

Mmmm! Cioccolata giapponese.
Da quando siamo qui due eventi molto speciali hanno avuto luogo. Il 24 marzo è stata scoperta con una cerimonia speciale una targa sulla cooperazione sino-giapponese nel campo dell’educazione.

Alcuni degli studenti di questa scuola studiano giapponese e ci sono 4 insegnanti madrelingua. Dopo la cerimonia siamo statati invitati a cenare con i nostri onorevoli ospiti in un lussuoso ristorante in fondo alla via e siamo stati amichevolmente omaggiati con con delle cioccolate. Erano deliziose (migliori del cioccolato belga) e mi sono persino guadagnato un pacchetto extra.

Questi canali non sono qui solo di bellezza.

Alcuni giorni dopo, un’orda di studenti italiani è discesa sulla scuola. Non pretendo di sapere che cosa ci facessero qui, ma Chiara mi dice che erano studenti provenienti da 4 istituti superiori di Udine gemellati con Suzhou. Un giorno sono stati accolti nell’auditorium. Anche se non personalmente coinvolto in qualunque cosa fosse (tutto si è svolto in cinese e italiano) e anche se non ero stato invitato, mi sono presentato all’auditorium con i 7 studenti di italiano.

Sullo sfondo la torre HanShan. Foto scattata dal ponte.

Un paio di giorni prima alcuni studenti erano venuti nel mio appartamento e mi avevano chiesto di correggere il discorso che avrebbero tenuto in inglese. Mentre stavamo lavorando, Chiara è venuta a chiedere in prestito il ferro da stiro. Felice di avere l’assistenza di qualcuno preparato al lavoro di traduttore, l’ho invitata ad aiutarci. Dopo un ora o giù di lì il lavoro era finito e Chiara si è offerta di tradurre il documento in italiano.

Biglietteria del tempio di HanShan.
In seguito ha saputo che non sarebbe stato necessario in quanto il gruppo di italiani sarebbe stato accompagnato da un interprete ufficiale. Poco prima dell’arrivo degli studenti italiani, comunque, Prism and Hunter, che dovevano fare l’unica presentazione in inglese della giornata, le chiesero se era ancora disposta a scrivere la traduzione italiana.

Come si è poi scoperto, questa è stata una saggia decisione in quanto il traduttore ufficiale, uno studente cinese (di una qualche scuola) stava, secondo Chiara, fornendo una traduzione cinese-italiano tutt’altro che ideale.

La primissima cosa che le autorità cinesi hanno fatto per iniziare la cerimonia è stato presentare un power point sulla storia e le attività del nostro Istituto Politecnico Agrario. Come chiunque abbia imparato una seconda lingua sa, ci sono sempre storielle divertenti da raccontare sugli errori di traduzione e per me, Chiara e un certo numero di studenti italiani che capiscono l’inglese molto bene, la presentazione ne conteneva uno molto grave ed altrettanto esilarante.

Il canale presso la biglietteria del Tempio HanShan.

La presentazione era stata preparata in inglese e cinese ed era chiaramente un lavoro da professionisti. Tuttavia, circa a metà, sono state mostrate una serie di tre o quattro slide che illustravano le varie “sezioni” del campo agricolo dell’Istituto e, viste le circostanze, la prima slide avrebbe dovuto essere inserita per ultima. Così almeno il titolo sarebbe stato contestualizzato.

Non lo riporterò qui, ma nell’immagine si vedeva una stanza dove le radici delle piante vengono utilizzate per la creazione di nuovi esemplari. Sfortunatamente, sebbene la didascalia fosse grammaticalmente corretta in un contesto agricolo, le parole formavano anche un’espressione idiomatica piuttosto volgare. Nel momento in cui questa slide è apparsa sullo schermo, c’è stato un udibile annaspo da parte di diverse persone (inclusi Chiara ed io), seguito da risate soffocate che alcuni di noi sono riusciti a stento a non far degenerare in isteria.

Non so, ma nella zona del tempio diHanShan. Non siamo entrati nel parco.

Il canale che attraversa la zona del Tempio HanShan.

Quando ho in seguito spiegato al signor Xu la ragione della reazione si è scusato per la frase scorretta. Ho dovuto precisare che non era scorretta, ma solamente anche usata nel linguaggio figurato inglese e che la sua apparizione fuori contesto ci aveva colti tutti di sorpresa. Cosi’ è la vita! (nella sezione fotografica su KingsCalendar associata a questo articolo appare, in basso, un esempio carino di ciò che succede con la traduzione. Vi avverto che è piuttosto crudo!)

Questo ponte e' piccolo ma ripido.

Tenendo a mente quanto detto prima (che i genitori di Chiara temevano che se ne andasse in giro con un giovane australianotto), nel corso dei due eventi citati, sono state scattate alcune foto che abbiamo inviato a parenti e amici.

Tra queste, naturalmente, ce n’erano alcune che mi ritraevano. Queste foto hanno scatenato due diverse reazioni; la prima che i suoi amici non potevano credere che “frequentasse”  un attempatello grasso e stempiato. La seconda, persino peggio della prima, è che i suoi genitori erano sollevati nel sapere che era in “salvo” in compagnia di un uomo “maturo”.

Una parte del canale e' chiusa mentre gli operai costruiscono qualcosa.

Mi sono fatto promettere da Chiara di inviare un mio messaggio personale con le parole: “Posso anche essere vecchio, ma non sono ancora morto!”.

Capisco la loro reazione, naturalmnte, e posso affermare con certezza che non hanno nulla da temere mentre la loro figlia è in mia compagnia. Come ho spiegato sia a Chiara che a Sue, "Chiara è troppo vecchia per me”.

Divise non da Mose' ma dalla tecnologia.

Se devo impegnarmi di nuovo, vorrei che fosse con una sedicenne che addestrerei a dovere (a dire il vero è proprio mentre dicevo queste parole che Sue ha avuto il suo misterioso e improvviso malore e si è sporta a “vomitare” nel lavandino della cucina).

È veramente divertente come lavora il cervello delle persone a come possano saltare alle conclusioni. Mia figlia, la più giovane, dopo aver ricevuto la mia mail sulla disavventura in bicicletta con Chiara, mi ha risposto dicendo: "Papà! Ricorda che sono più vecchia di lei!”. La mail di sua sorella era ancora peggio. Mi ha scritto che desidererebbe proprio una matrigna ventunenne.

Fortunatamente non tutti hanno pensato queste cose. Mia cognata, sempre in ansia per la mia salute in Cina e chiaramente preoccupata che avessi esagerato nel pedalare così a lungo, mi ha mandato una mail suggerendomi di “fare una lunga doccia calda!”. 

Paesaggio dal ponte.

Le reazioni che Chiara ha ricevuto, combinate con quelle che ho ricevuto io, mi fanno veramente riflettere sulle persone! Io credo nella spontaneità. Fino a quando mi sono reso conto di come la gente interpreta la mia amicizia con Chiara, pensavo che persone come 'Hilda dal Mississippi' (appena al di là del confine con Memphis), un’americana in vacanza a SuZhou (mentre suo figlio si occupava di alcuni affari), sorridessero continuamente a me e Chiara perchè sono persone felici e contente di chiaccherare con noi. Ora devo fermarmi a riflettere; "Perchè Hilda sorrideva così tanto?" La gente pensa le cose più strane di questi tempi "Ciao Hilda! Mi dispiace di non aver avuto con me la macchina fotografica quel giorno o a questo punto avrei aggiunto una foto della tuo bel viso".

L'isola sulla destra e' parte del parco HanShan.

Ad ogni modo, Chiara ed io abbiamo fatto un altro giro in bicicletta con lo specifico proposito di scattare le foto presentate in questo atricolo. Quasi tutte sono state scattate in un unico quartiere, mentre le altre (quelle del parco HanShan), sono state scattate due isolati più avanti. C'è molto da vedere in questo piccolo distretto.

Dal ponte, un importante canale di collegamento.

Nei miei prossimi articoli pubblicherò alcune fotografie della strada pedonale e di altri siti interessanti non molto distanti dalla scuola. Spero abbiate apprezzato questi esempi.


R.P.BenDedek (email: rpbendedek@hotmail.com)

Chiara Braccagni, studentessa presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Trieste, al momento insegna italiano presso l’Istituto Politecnico Agrario di Suzhou. La traduzione è stata svolta gratuitamente.

 


R.P.BenDedek (pseudonimo) è l'autore di  The King's Calendar: The Secret of Qumran (www.kingscalendar.com) e scrive per il City Morning Star News.

BenDedek, originario di Brisbane in Australia, fa parte di una famiglia multi etnica e multi religiosa che include anche cristiani e musulmani. Al momento insegna conversazione inglese (indirizzo economico) a Suzhou, provincia del Jiangsu (Cina).


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